La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (G.U. n°290 del 14 dicembre 2018) del Decreto Legge n°135 del 4 dicembre 2018 “Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione” ha definitivamente sancito l’abolizione del SISTRI (SIStema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti).

Come noto, il Sistema nato nel 2009 per migliorare il controllo dei flussi dei rifiuti speciali (per la sola Regione Campania anche dei rifiuti urbani) mediante l’informatizzazione della tracciabilità, non è mai stato completamente operativo.

Questo ha comportato un susseguirsi di proroghe, revoche e riattivazioni di sanzioni, svariate modifiche normative, che hanno creato un forte disagio per tutti i soggetti coinvolti (aziende produttrici di rifiuti, trasportatori, smaltitori, intermediari), senza considerare i costi direttamente monetizzabili (contributi annuali di iscrizione, installazione di black box sugli automezzi dedicati al trasporto).

 

Dal 1 gennaio 2019 il SISTRI non esisterà dunque più e la tracciabilità dei rifiuti sarà garantita dal sistema tradizionale cartaceo costituito da formulari di identificazione del rifiuto (FIR) e dai registri di carico e scarico, peraltro mai abbandonati in quanto nel corso degli anni è sempre stato in vigore il cosiddetto “doppio binario” costituito dall’utilizzo contestuale di FIR/Registri/Schede SISTRI, a compensare la parziale operatività del Sistema stesso.

A decorrere quindi dal nuovo anno, non sarà più necessario procedere alla registrazione delle movimentazioni su SISTRI (mediante i propri dispositivi USB), alla stampa delle “Schede SISTRI” e, soprattutto, al versamento del contributo annuale.

 

Considerati i disagi arrecati ai soggetti coinvolti e il mancato raggiungimento degli obiettivi che il Sistema stesso si era prefissato (maggior controllo dei flussi dei rifiuti, semplificazione), tale abolizione può essere certamente accolta positivamente.

L’idea originaria del SISTRI resta comunque valida e lodevole nelle intenzioni. Lo stesso Decreto Legge ha infatti previsto (art.6 comma 3) un nuovo sistema che, nelle intenzioni, dovrebbe garantire il raggiungimento degli obiettivi mancati dal SISTRI in ambito di tracciabilità e semplificazione. Fino alla piena operatività di questo “SISTRI 2.0” si continuerà quindi ad utilizzare i rodati strumenti di controllo della tracciabilità  e della produzione di rifiuti (Formulari, Registri e Dichiarazione MUD).

 

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