misura ROA

Il  titolo VIII capo V del Decreto Legislativo 81/2008 prevede che in ogni azienda il datore di lavoro è tenuto a:

  • valutare e se necessario misurare i livelli di radiazione ottica artificiale (ROA) a cui i lavoratori sono esposti;
  • garantire il rispetto dei limiti di esposizione previsti dall’Allegato XXXVII del Decreto stesso;
  • adottare le opportune misure tecnico organizzative per eliminare o ridurre il rischio di esposizione alle radiazioni ottiche artificiali;
  • scegliere gli opportuni DPI per il personale esposto;
  • sottoporre a sorveglianza sanitaria il personale esposto a radiazioni superiori ai livelli previsti dal decreto.

Il problema delle radiazioni ottiche artificiali non è confinato, come si potrebbe pensare, ad alcuni specifici ambiti o lavorazioni ma è esteso a numerosi settori produttivi: metalmeccanico, chimico, sanitario, commercio e terziario.

Per radiazioni ottiche si intende la porzione dello spettro elettromagnetico che va dall’ultravioletto (UV) all’infrarosso (IR), passando per il visibile (VIS). Queste radiazioni possono essere prodotte sia da fonti naturali (primo fra tutti il sole) sia da sorgenti artificiali: il D.Lgs. 81/2008 disciplina l’esposizione a radiazioni ottiche artificiali.

Le sorgenti artificiali, a seconda del tipo di emissione spettrale possono essere classificate in due grandi tipologie: non coerenti e coerenti.

Nelle sorgenti non coerenti troviamo:

  • le lampade per l’illuminazione che emettono principalmente nel visibile,
  • lampade ad UVC per la sterilizzazione,
  • lampade ad UVB-UVA per l’abbronzatura e la fototerapia,
  • lampade ad UVA per la polimerizzazione o ad IRA-IRB per il riscaldamento,
  • gli archi di saldatura, grandi emettitori di UV,
  • materiali incandescenti, ad esempio i metalli fusi, emettitori di IR.

Le sorgenti coerenti sono caratterizzate da una emissione monocromatica (una sola lunghezza d’onda), l’esempio classico è il laser, con fascio di elevata densità di energia, altamente direzionale. La possibilità di focalizzare un fascio di questo tipo anche a grandi distanze impone una certa cautela nell’utilizzo dei laser e l’obbligo di adeguate misure di protezione.

 

I principali rischi per l’uomo derivanti da un’eccessiva esposizione a radiazioni ottiche riguardano essenzialmente due organi bersaglio, l’occhio in tutte le sue parti (cornea, cristallino e retina) e la cute.

Risulta importantissimo ricordare che non tutte le lunghezze d’onda appartenenti alle radiazioni ottiche hanno gli stessi effetti su occhio e cute (questo è evidente nella lettura dei limiti riportati nelle tabelle dell’allegato XXXVII del D. Lgs. 81/08). Altro elemento che dovrà essere considerato è il fatto che i laser o in generale le sorgenti di radiazioni possono diventare sorgenti di ignizione efficace di atmosfere esplosive o di incendi ed esplosioni creando quindi danni indiretti a cose e persone.

Una particolare considerazione deve essere fatta per le sorgenti (coerenti e non) che emettono radiazione blu (380-550nm, il range si estende anche alla radiazione verde e gialla ma per brevità l’intervallo viene tutto chiamato radiazione blu) e IRA. Entrambi questi range di lunghezze d’onda vengono focalizzati dall’occhio e pertanto contribuiscono alla dose di energia assorbita dalla retina.

La luce blu viene spesso sottovalutata in quanto appartenente allo spettro di luce visibile e quindi erroneamente considerata sicura, ma gli effetti nel lungo periodo possono essere delle fotoretiniti (si vedano ad esempio le esposizioni a sistemi di illuminazione realizzati in negozi per esaltare la percezione di particolari merci).

Gli infrarossi vicini IRA, pur raggiungendo la retina, risultano invisibili e quindi, in presenza di sorgenti di forte intensità (riscaldatori, fornaci), non mettono in atto quei meccanismi istintivi di chiusura delle palpebre come quando si è abbagliati da qualcosa di visibile, provocando così dei danni che possono diventare anche irreversibili.

 

Per quanto riguarda gli infortuni, a parte alcune eccezioni quali eritemi o ustioni, gli effetti non sono immediatamente riscontrabili. Patologie come i tumori della pelle, tra cui i melanomi, sono ormai da tutti riconosciuti fortemente dipendenti dall’esposizione a radiazione ottica ultravioletta.

 

Quadra Srl può aiutare le aziende ad effettuare la valutazione del rischio dovuto a ROA attraverso:

  • la valutazione preliminare del rischio e l’analisi delle caratteristiche delle sorgenti di emissione,
  • la misurazione dei livelli di esposizione a radiazioni ottiche artificiali e la valutazione del rispetto o meno dei limiti di legge previsti tramite spettroradiometro ,
  • l’indicazione delle misure tecniche e organizzative idonee all’eliminazione e alla riduzione del rischio,
  • la valutazione dell’adeguatezza delle misure di prevenzione e protezione utilizzate e dei Dispositivi di Protezione Individuale.

 

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